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Savarese per Enna Enna per Savarese

Autori Vari

sabato 24 maggio 2008


Savarese per Enna Enna per Savarese: i vent’anni di un premio. Questo il titolo di una pubblicazione stampata nel 1995 a cura dell’Amministrazione Comunale e dedicata allo scrittore ennese in occasione della XX edizione del premio “Savarese”. Il volume di 108 pagine è diviso in due parti, la prima parte intitolata: Savarese per Enna offre un percorso biografico dell’autore dalla nascita alla morte, inframmezzata da brani antologici, testimonianze di critici letterari e una raccolta di fotografie di vita quotidiana. La seconda parte: Enna per Savarese inizia descrivendo la nascita dell’interesse attorno alla figura di Savarese e alla valorizzazione della sua opera letteraria attraverso l’istituzione del “Premio Letterario Nino Savarese” il tutto commentato da una raccolta di giudizi letterari dei più autorevoli saggisti e scrittori contemporanei, tra i quali Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, Enrico Falqui, Elio Vittorini, Emilio Cecchi, Carlo Bo, Giuseppe Raimondi, Francesco Lanza e tanti altri non meno quotati esperti letterari. Anche la seconda parte è arricchita da una serie di fotografie che illustrano il paesaggio cittadino degli anni trenta e da una testimonianza fotografica della XX edizione del Premio Savarese. L’importanza della conoscenza delle opere di Savarese è un punto fermo ormai acquisito a livello nazionale, me è soprattutto a livello locale che potrebbe rappresentare una occasione per prendere coscienza dell’importanza della cultura dell’entroterra siciliano, riappropriandosi della memoria storica di una città sconosciuta ai suoi stessi abitanti. Per questo motivo ripropongo di seguito uno stralcio del testo a pagina 10, che è a sua volta tratto da un brano del giornale da lui fondato il Lunario Siciliano Anno I, num. 1 dic. 1927 pag. 4 “…proprio in questi giorni Castrogiovanni torna a chiamarsi Enna … Ma questo soprattutto per noi significa che Enna deve restare quel che fu ed è: un paese di sapore classico e rurale, con le sue badie centenarie, le stradette confidenziali, le famose fiere e le feste agricole del calendario e l’aria fina; senza pretendere assolutamente a diventare una delle solite città, rumorosa, meccanica e barocca, piena di montatura e specchietti per le allodole di passa. Per fortuna siamo sulla rocca e manco a farlo apposta non ci si può allargare né di quà né di là. Dove e come siamo si resta e buongiorno a chi viene a trovarci.” Credo che avrebbe di che lagnarsi se potesse vedere oggi come è stata deturpata la struttura urbanistica del suo paesello. Ma forse la sua e la nostra amarezza sarebbe alleviata da una visione che dall’alto della rocca nella quale siamo appollaiati, induce alla contemplazione e probabilmente citerebbe una delle sue ultime composizioni dal titolo Siamo un fiume lento riportata a pagina 25 del testo e a sua volta ripresa da Nuova Antologia, febbraio 1945: “… Siamo in un fiume lento che porta alla foce confusi ricordi. E tutte le cose che ci circondano muovono con noi, e sembran ferme solo per il lento fluire. Protesi al destino imploriamo che la corrente si fermi. I nostri sensi ci illudono e ci mostrano ovunque una maestosa stabilità . Ma noi sentiamo nel fondo del cuore l’oscuro moto che incessantemente trasporta tutte le cose e le spinge lontano”. Giuseppe Murgano

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